Trojan: Dispositivi infettati dai captatori informatici

“Per capire l’autoritarismo moderno dobbiamo mischiare elementi di Orwell e elementi di Huxley,” 

Evgenij Morozov – L’ingenuità della rete.

Oggi si è perso quasi completamente il controllo dei propri dati sui dispositivi personali che ci accompagnano in ogni momento della vita.

Viene spesso sottovalutata la capacità di perenne e continua attività dei dispositivi. Anche quando questi non vengono utilizzati dall’utente comunicano un gran numero di dati personali sulle app (percorsi di navigazione, interessi personali, geolocalizzazione..), spesso senza anonimizzare le informazioni.

Una delle pratiche investigative oggi più utilizzate dalle Forze dell’Ordine si basa proprio su questa super intelligenza artificiale e riguarda i cosiddetti captatori informatici, comunemente conosciuti come trojan.

I trojan sono virus che nascondono il loro funzionamento di spionaggio e agiscono tramite l’installazione di programmi o di applicazioni apparentemente utili e innocue, applicabili su qualsiasi dispositivo tecnologico: smartphone, computer, tablet, automobili e tv. Dispositivi “infettati” da applicazioni e piattaforme accessibili a tutti e suscettibili di degenerare, anche solo per errori gestionali, in strumenti di sorveglianza massiva.

Dei software che danneggiano e controllano i dati dell’utente senza il consenso dello stesso, e studiati per evitare di essere scoperti, resistendo anche ad operazioni di “difesa”: cancellazione di dati o rispristino delle impostazioni di fabbrica in memoria. 

Questo sistema prezioso di indagine e di raccolta di informazioni invasiva risulta quindi molto pericoloso sulla sfera della privacy: questi programmi sono incapaci di stabilire cosa sia oggetto dell’attività d’indagine e cosa invece sia lecita attività quotidiana, diventando cosi un pericolosissimo strumento di spionaggio massivo e di intercettazione di individui del tutto estranei alle indagini.

In questo clima di preoccupazione e disinformazione, in cui si incrociano il potere investigativo e quello, non meno forte, della tecnologia, anche se lo Stato dovrà attenersi ai disposti del GDPR e alla direttiva europea circa il trattamento dei dati personali ai fini di indagine e prevenzione, le garanzie di sicurezza sono assolutamente necessarie e irrinunciabili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *